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Tra pigiama e biancheria, il baby doll

A metà strada tra pigiama e biancheria intima c'è il baby doll, un capo di nightwear davvero provocante perché è malizioso ma infantile, un po' da bambina monella.

Il baby doll prende nome da un film di Elia Kazan, chiamato proprio con il nome di questa sorta di pigiama, e interpretato da Carol Baker che vinse anche l'Oscar come migliore attrice. Lunghezza minima e trasparenze sono la peculiarità di questo capo nato in un momento storico particolare e che vedeva le donne ansiose di sentirsi nuovamente desiderate.

Dalla foggia graziosamente infantile, il baby doll è a metà tra la biancheria intima e il pigiama, in genere senza maniche, dalla camicia scollata e tanto corta che fa intravedere mutandine ornate di fiocchi e pizzi. Dopo il successo cinematografico il baby doll si eleva a nuovo simbolo di sex appeal ed inizia ad essere indossato da dive dell'epoca della Dolce Vita come eMarilyn Monroe, Doris Day, Sophia Loren e Gina Lollobrigida.

Pucci per quest'inverno propone baby doll azzurri, delicatissimi in organza. Versace lo preferisce come copri costume in tulle trasparente mentre Yamamay con volant asimmetrici e stampe colori. Malizioso, completamente trasparente e a pois lo propone Sisi. Infine non manca la collezione in garza tartan.

(foto © gamespot.com)